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Copiare è un reato (chiamato plagio) che rende anche infelici
12/09/2007
 

Primo caso accertato di plagio nella nostra Facoltà. Lo studente doveva laurearsi il 19 settembre 2007, in laurea triennale. Non si laureerà più. Cambierà tesi (ma non il professore relatore) e, ben che vada, si laureerà a gennaio-febbraio 2008. La nostra Facoltà dovrebbe deliberare quanto prima sulle modalità di comportamento in casi del genere. C’è un precedente, ed è la delibera del corso di laurea di Scienze della Comunicazione (Facoltà di Lettere), qui riprodotta per conoscenza.

Ma al di là (o al di qua) delle sanzioni repressive (compresa la denuncia alla Magistratura), c’è una riflessione che va fatta. Che senso ha copiare da Internet o da pubblicazioni, per riuscire a mettere su una tesina di laurea triennale che richiede una cinquantina di miserabili pagine? Il gioco (rischioso) vale davvero la candela? In fondo, vivendo in questo mondo, abbiamo tutti un unico progetto, ESSERE FELICI. Qualcuno individua la felicità nei soldi o nella gloria, altri in realtà più spirituali, ma, insomma, tutti vogliono essere felici. Ebbene, qui casca l’asino. Copiare, plagiare, oppure pagare qualcuno che faccia la tesi per te, tutte queste cose deprimono la considerazione di sé, ti fanno sentire un cretino, un deficiente. Se copio, plagio, pago ecc., forse riesco a fare fesso il professore primo relatore, e anche il secondo relatore, ma dentro di me continuo a sapere che ho copiato, ho plagiato, ho pagato, ecc. Posso non dire nulla a nessuno, nemmeno alla fidanzata o alla mamma, ma io so. Io so che ho dovuto copiare, plagiare, pagare, perché incapace a fare quello che fanno tutti gli altri, bene o male. E se io so, c’è qualcosa che mi rode dentro, e che alla fine mi rende infelice. Di infelicità, purtroppo, posso anche ammalarmi, forse perfino morire. E’ noto che ci si ammala per ragioni psicosomatiche (la psiche influenza il soma, il corpo).
Insomma, perché rischiare tutto questo, per così poco?


Università degli Studi di Torino

COMUNICAZIONE IMPORTANTE A TUTTI GLI STUDENTI
REATO DI PLAGIO nelle TESI DI LAUREA

In queste ultime sessioni vi sono stati alcuni episodi di tesi (specie tesine di primo livello) che avevano parti molto significative copiate da libri, o articoli in rete o altre tesi.
A nome del corso di laurea vorrei ricordare agli studenti che:

la copia di parti della tesi (anche solo il riportare frasi senza adeguata citazione) è reato

nei casi verificatisi il corso di laurea ha tenuto un atteggiamento duro


  • nei casi in cui ci si è accorti del plagio, la tesi non è stata discussa ed è stato chiesto all'autore/autrice di preparare una nuova tesi. Questa azione di blocco è avvenuta anche il giorno stesso della discussione, qualora ci sia accorti solo in quella occasione del problema.
  • nel caso in cui il problema si sia evidenziato dopo la discussione della tesi, il corso di laurea ha chiesto all'ufficio legale dell'Università di procedere, il che ha significato la denuncia alla procura per plagio e questo comporterà la perdita del titolo e l'inibizione dall'Università per un certo numero di anni.
Questa comunicazione ha l'obiettivo di informare tutti gli studenti delle conseguenze gravi che possono derivare dal presentare tesi o parti di tesi copiate. Relatori e il corso di laurea si impegneranno a fare ogni verifica e procederanno secondo le linee enuciate in precedeza, senza alcuna deroga.

Prof. Luca Console
Presidente CCL
Scienze della Comunicazione

comunicato

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