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Cesare Pavese e il cinema

Il primo e ultimo amore
Cesare Pavese e il cinema
di Franco Prono
21/06/2008
 

Soggetti per le sorelle D.

Cesare PaveseNegli ultimi mesi di vita Cesare Pavese vive con affanno l’amore per Constance Dowling, l’attrice americana incontrata per la prima volta a Roma il giorno del Capodanno 1950 nella casa degli amici torinesi Giovanni Rubino e Alda Grimaldi. Tra gli ospiti della festa spiccano le due sorelle Dowling, Doris e Constance, che sono in Italia già da qualche tempo per cercare fortuna nel Paese che si trova in quegli anni al centro della produzione cinematografica mondiale: il Neorealismo crea entusiasmo e aspettative nei cineasti di tutto il mondo.
Constance Dowling esordisce nel cinema nel 1944, lo stesso anno della sorella minore Doris, ma non c’è nulla di memorabile - a parte un’apparizione in Così vinsi la guerra (Up in Arms, 1944) di Elliott Nugent, con Danny Kaye - fino a quando, nel 1947, si trasferisce in Italia. Doris la raggiunge poco dopo a Roma, ma arriva da una carriera molto più fortunata in cui figurano successi teatrali a Broadway e alcuni ruoli di rilievo in film importanti diretti da ottimi registi: è la compagna di bevute del protagonista alcolizzato di Giorni perduti (The Lost Weekend, 1945) di Billy Wilder, con Ray Milland e Jane Wyman; è la moglie del protagonista, reduce di guerra, ne La dalia azzurra (The Blue Dahlia, 1946) di Gorge Marshall, con Alan Ladd e Veronica Lake; poi compare ne Il valzer dell’imperatore (The Emperor Waltz, 1948) ancora di Billy Wilder, con Bing Crosby e Joan Fontaine. In Italia Doris conferma le sue buone doti di attrice in quattro film di livello buono o addirittura eccellente: interpreta il ruolo di Francesca, co-protagonista di Riso amaro (1949) di Giuseppe De Santis, con Silvana Mangano, Vittorio Gassman e Raf Vallone; quello di Maria, co-protagonista di Alina (1950) di Giorgio Pastina, con Gina Lollobrigida e Lauro Gazzolo; quello di Doris, protagonista di Cuori sul mare (1950) di Giorgio Bianchi, con Marcello Mastroianni, Marina Berti e Sofia Scicolone (Sofia Loren); infine quello di Bianca nell’Otello (1952) di Orson Welles. Le esperienze di lavoro in Italia di Constance sono costituite da ruoli secondari in sette produzioni di non grande rilievo: Addio Mimí! (1947) di Carmine Gallone, Città dolente (1948) di Mario Bonnard, Duello senza onore (1949) di Camillo Mastocinque, Follie per l'opera (1949) di Mario Costa, Una voce nel tuo cuore (1949) di Alberto D’Aversa, Miss Italia (1950) di Duilio Coletti, Gorghi nel fiume o La strada finisce sul fiume (1950) di Luigi Capuano. Dopo il ritorno in America, le carriere delle due sorelle continueranno ad essere assai diverse dal punto di vista qualitativo: Constance lavorerà in alcuni telefilm di secondaria importanza e si ritirerà dalle scene già nel 1955; invece Doris si dedicherà con successo al teatro e parteciperà a molte serie televisive tra le quali alcune note anche in Italia: Alfred Hitchcock Presents, Perry Mason, Bonanza, The Streets of San Francisco, Kojak, Wonder Woman, Barnaby Jones, The Incredible Hulk.
 

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